
PREMESSO CHE:
- Dal 1959 gli Stati Uniti applicano nei confronti della Repubblica di Cuba un embargo
economico, commerciale e finanziario che, nonostante le ripetute condanne della
comunità internazionale, continua a pesare gravemente sulla popolazione cubana. - Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno ulteriormente intensificato le misure restrittive
con un ordine esecutivo firmato alla fine di gennaio 2026, che dichiara Cuba “una
minaccia per la sicurezza nazionale” e introduce la possibilità di imporre dazi contro
qualsiasi Paese che esporti petrolio o prodotti petroliferi verso l’isola. Tale
provvedimento ha contribuito all’interruzione dei principali flussi di greggio verso
Cuba, a seguito del blocco delle forniture dal Venezuela e del progressivo arresto
delle esportazioni da parte del Messico e di altri fornitori, riducendo gli
approvvigionamenti di petrolio a livelli prossimi all’azzeramento. - Dal 3 gennaio scorso, a causa del rapimento del Presidente Maduro da parte del
governo degli Stati Uniti, il Venezuela, fornitore della maggior parte del petrolio
dell’isola, è stato messo nelle condizioni di sospendere le forniture, facendo
precipitare Cuba in una crisi energetica senza precedenti. - Dal 29 gennaio scorso, il governo degli Stati Uniti ha inasprito ulteriormente l’embargo
emanando un decreto esecutivo che impone elevati dazi doganali sui beni provenienti
dai Paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba. - La carenza di energia e carburante ha causato una crisi energetica profonda:
blackout diffusi con interruzioni di elettricità per molte ore al giorno in ampie aree del
Paese, riduzione dei trasporti pubblici e privati, autobus fermi e sospensioni nei
rifornimenti di carburante agli aeroporti a causa della scarsità di jet fuel, con
conseguenti cancellazioni e limitazioni di voli internazionali. - Le famiglie cubane sono state costrette a cercare soluzioni di emergenza per le
attività quotidiane (tra cui riscaldare cibo o cucinare) a causa della mancanza di
energia e gasolio di uso civile, con lunghe code alle stazioni di rifornimento e
razionamenti di carburante. La rete elettrica dell’isola è in grave crisi. I blackout
programmati sono ormai una costante della vita cubana e gran parte della
popolazione vive senza energia per più della metà della giornata.
CONSIDERATO CHE:
- La persistente carenza di carburante ed energia ha indotto il Governo cubano ad
adottare misure straordinarie, quali la riduzione delle settimane lavorative, la
limitazione dei servizi pubblici, la chiusura temporanea di strutture turistiche e il
ricorso alla didattica universitaria a distanza, al fine di contenere i consumi energetici. - Secondo analisi di osservatori internazionali, le riserve petrolifere disponibili risultano
estremamente limitate e, in assenza di approvvigionamenti regolari, potrebbero
esaurirsi in poche settimane, compromettendo il funzionamento dei servizi essenziali. - I blackout prolungati stanno incidendo in modo rilevante sulla raccolta dei rifiuti, sui
servizi sanitari, sulla distribuzione alimentare e sulle reti idriche, alimentando serie
preoccupazioni per la salute pubblica e per la tutela delle persone più vulnerabili. La
crisi energetica comporta rischi concreti per l’accesso alle cure mediche, incluse
quelle di emergenza, per le donne in gravidanza e per i malati cronici, nonché per
l’operatività dei servizi di soccorso. - Questa crisi energetica sta bloccando il Paese e le sanzioni stanno colpendo
direttamente il sistema medico: interventi rimandati, carenza di reagenti, difficoltà
nella ricerca, trasformando la crisi energetica ed economica in crisi umanitaria. - Il turismo è collassato, sia per la continua minaccia di invasione sull’isola, sia
soprattutto per l’impossibilità di rifornimenti agli aerei per il ritorno. Da ultimo, la
compagnia Iberia ha annunciato l’imminente sospensione dei voli. - A differenza di altri scenari internazionali segnati da conflitti armati e guerre, che
occupano il dibattito pubblico e mediatico, la crisi cubana riceve un’attenzione
estremamente limitata, pur determinando condizioni di grave sofferenza per la
popolazione civile, oggi allo stremo. - Il febbraio scorso, l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Türk, ha
denunciato un rischio umanitario per il protrarsi di questa crisi, considerando che la
dipendenza dei sistemi di sanità, alimentazione e approvvigionamento idrico di Cuba
dai combustibili fossili mette a rischio i servizi essenziali.
RITENUTO CHE:
- Le sanzioni e gli embarghi unilaterali che colpiscono interi popoli, impedendo
l’accesso a risorse essenziali come l’energia, i medicinali, i servizi sanitari e i beni
alimentari, risultano in contrasto con i principi fondamentali del diritto internazionale,
della Carta delle Nazioni Unite e con i valori di solidarietà e cooperazione tra i popoli. - In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni, la cooperazione, il
dialogo e la diplomazia rappresentano strumenti prioritari rispetto a misure di
coercizione economica e politica. - Sono numerose le iniziative che stanno prendendo forma per aiutare il popolo cubano
e tra queste la più importante è il “Convoy Nuestra Europa”, parte del “Convoy
Nuestra America”, una coalizione internazionale di associazioni non governative
senza scopo di lucro nata per fornire aiuti umanitari essenziali al popolo cubano.
Iniziativa che comprende numerose missioni coordinate politicamente dalla
“Internazionale Progressista”, un’organizzazione politica globale che unisce attivisti,
leader politici e organizzazioni progressiste di sinistra, tra cui Bernie Sanders, Yanis
Varoufakis, Jeremy Corbyn e molti altri. - La CGIL ha aderito all’iniziativa. Un convoglio umanitario diretto a Cuba è partito da
Roma, con tappa a Milano, nell’ambito di un’iniziativa europea di solidarietà volta a
sostenere la popolazione dell’isola. Il progetto, promosso dall’Agenzia di interscambio
culturale ed economico con Cuba (Aicec) e inserito nella campagna “Let Cuba
Breathe”, prevede la consegna di beni essenziali per affrontare le difficoltà
economiche e sociali del Paese. Tra i risultati già raggiunti, gli organizzatori
evidenziano la raccolta di circa 5 tonnellate di medicinali, per un valore stimato
intorno ai 500.000 euro, destinati al sistema sanitario cubano. L’azione si inserisce in
un più ampio movimento di supporto internazionale volto ad alleviare le difficoltà che
colpiscono duramente l’isola.
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL
SINDACO E GLI ASSESSORI COMPETENTI A:
- Esprimere pubblicamente solidarietà al popolo cubano per la crisi umanitaria che
ormai si sta diffondendo nell’isola, condannando le politiche di embargo e isolamento
da parte del governo degli Stati Uniti che impediscono i diritti di libertà, di
sopravvivenza, di prosperità e di sviluppo di ogni popolo. - Garantire un sostegno concreto alla campagna rivolta alla raccolta e all’invio di
generi medicali e materiale sanitario necessario alle cure erogate dal sistema
sanitario cubano, sostenendo la campagna “Let Cuba Breathe” promossa da AICEC
e promuovendo la raccolta attraverso le farmacie del territorio. - Trasmettere al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale un
documento ufficiale in cui si sollecita il Governo italiano a:
o Ribadire la posizione dell’Italia contro l’embargo economico e commerciale nei
confronti di Cuba e contro tutte le misure che colpiscono unilateralmente i diritti
fondamentali delle popolazioni civili;
o Promuovere ogni iniziativa utile per la revoca delle misure restrittive unilaterali,
la tutela dei diritti umani e il ripristino di canali di cooperazione energetica e
umanitaria. - Sollecitare il Governo italiano a riferire in Parlamento sulla situazione in atto a Cuba,
anche alla luce delle richieste di informativa già avanzate da diversi gruppi
parlamentari, affinché il tema sia oggetto di un confronto istituzionale trasparente e
approfondito.
Consigliere Comunale
MARCO TONDELLI
lista progetto comune Rio Saliceto.
