
Premesso che:
- La Legge Finanziaria per l’anno 2026 presentata dal Governo prevede un aumento storico e senza
precedenti delle spese militari, in continuità con impegni pregressi, finalizzato a raggiungere la
quota del 5% del PIL per la difesa entro il 2035, per un totale complessivo di oltre 100 miliardi di
euro; - Tale scelta impone di conseguenza pesanti tagli lineari a tutti i capitoli di spesa pubblica
fondamentali per la tenuta sociale e la qualità della vita delle comunità, quali sanità, istruzione,
trasporto pubblico, diritto alla casa, welfare locale e politiche sociali; - Le uniche voci che ricevono sostanziosi incrementi sono, oltre al settore militare, gli incentivi alle
imprese, mentre gli interventi sul fisco si rivelano del tutto inadeguati e simbolici, non contrastando
il fenomeno del “fiscal drag” che erode il potere d’acquisto di salari e pensioni; - I dati sulla povertà assoluta e relativa sono in costante e allarmante crescita, condannando una
fetta sempre più ampia della popolazione, inclusi i lavoratori e le lavoratrici, a condizioni di vita
sempre più precarie e indegne; - Permangono ingiustificatamente inviolati gli extraprofitti di settori come quello bancario e
energetico, nonché i privilegi fiscali sulle rendite, in un contesto di crescente e iniqua pressione
fiscale a carico dei ceti popolari e medi; - Nonostante le promesse elettorali, rimane fermamente in vigore la legge Fornero, con il
conseguente innalzamento dell’età pensionabile, che nega il diritto a una vecchiaia serena dopo
una vita di lavoro; - Considerato che:
- L’Amministrazione Comunale ha il dovere costituzionale e morale di promuovere il benessere, la
coesione sociale e i diritti fondamentali di tutti i cittadini e le cittadine di Rio Saliceto, in particolare
delle fasce più deboli e vulnerabili; - Investire risorse pubbliche monumentali nell’apparato militare, a discapito dei servizi essenziali,
rappresenta una scelta politicamente e socialmente dannosa, che mina alle fondamenta il nostro
Stato Sociale e il principio di solidarietà sancito dalla Costituzione; - Tagliare i fondi agli Enti Locali significa privare i Comuni degli strumenti necessari per rispondere ai
bisogni concreti delle persone, dall’assistenza agli anziani al sostegno alle famiglie, dalla
manutenzione delle scuole ai servizi culturali; - La pace e la sicurezza internazionale non si costruiscono con la corsa agli armamenti, ma attraverso
la diplomazia, la cooperazione e politiche di giustizia sociale ed economica a livello globale; - Impegna il Sindaco e la Giunta:
- A formalizzare la più ferma opposizione alla Legge Finanziaria 2026 nella sua attuale impostazione,
definendola una “finanziaria del riarmo e dell’austerità” che sacrifica i diritti sociali e il futuro delle
comunità sull’altare degli impegni militari. - A trasmettere tale posizione, attraverso il Presidente dell’Unione dei Comuni della Pianura
Reggiana Fabio Testi, Presidente ANCI Emilia-Romagna Marco Panieri, al Governo e al
Parlamento, chiedendo con urgenza:
– Una drastica inversione di rotta, con la riduzione delle spese militari e il riallocazione di tali
ingenti risorse per potenziare il Servizio Sanitario Nazionale, la Scuola Pubblica, il trasporto
locale, il diritto alla casa e il welfare territoriale.
– Interventi fiscali realmente progressivi, che colpiscano gli extraprofitti e le rendite e che
restituiscano potere d’acquisto ai salari e alle pensioni più basse, azzerando gli effetti del
“fiscal drag”.
– Un piano di contrasto alla povertà e alla disuguaglianza, che ponga al centro il lavoro
dignitoso, i diritti e la giustizia sociale. - A promuovere, in sede di associazioni comunali ANCI e di coordinamento degli Enti Locali, una
iniziativa comune per opporsi unitariamente ai tagli ai trasferimenti statali, rivendicando le risorse
necessarie a garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) su tutto il territorio. - A farsi portavoce di queste istanze e informare la comunità sulle conseguenze locali di queste scelte
nazionali e per costruire insieme una risposta collettiva.
