Oggetto: Mozione contro l’aumento dei ticket sanitari sui farmaci imposti dalla Regione Emilia Romagna, e impegno a sollecitare la Giunta Regionale per una loro rimodulazione equa e progressiva.

PREMESSO CHE:

  • A partire dal 2 maggio 2025, la Regione Emilia-Romagna ha disposto un significativo
    aumento del ticket sanitario sui farmaci, portandolo a 2,20 euro per confezione;
  • Tale misura si inserisce in un contesto socioeconomico già estremamente critico per
    le famiglie, caratterizzato da un caro-bollette ormai fuori controllo, dall’aumento
    dell’addizionale IRPEF regionale e dai rincari dei servizi a domanda individuale
    applicati da molti Comuni nel 2025;
  • Il Rapporto Gimbe 2024 ha già evidenziato come nella nostra Regione 400.000
    persone (8,8%) in crescita di 3 punti rispetto al 2023, abbiano rinunciato a una o più
    prestazioni sanitarie per motivi economici, configurando un allarmante fenomeno di
    rinuncia alle cure;
  • L’introduzione di questo ulteriore ostacolo economico rischia di disincentivare i
    cittadini dal richiedere farmaci economici ma essenziali, aumentando
    pericolosamente il rischio di abbandono delle cure, con conseguenti peggioramenti
    dello stato di salute e costi sociali e sanitari più alti nel medio-lungo termine;
  • L’applicazione del nuovo ticket, pur prevedendo alcune esenzioni (per minori di 6
    anni, over 65 con un reddito annuo sotto i 36.151,98 euro e per specifiche
    patologie), non è stata minimamente calibrata secondo un principio di progressività
    in base al reddito. Questa scelta rende la misura profondamente ingiusta, in quanto
    colpisce nella stessa misura una famiglia con un reddito lordo annuo di 37.000 euro
    e una con un reddito di 500.000 euro, in un Paese, come l’Italia, che già vanta gli
    stipendi medi più bassi d’Europa e dove molti contratti di lavoro sono scaduti da
    anni, alimentando precarietà e incertezza;
  • Appare stridente il contrasto tra la difficoltà di reperire risorse per la sanità
    pubblica e la prontezza con cui una buona parte della stessa classe politica che ha
    deciso questo aumento ha sostenuto ingenti impegni di spesa, come gli 800
    miliardi di euro per il fondo “ReArm Europe”, rivelando una chiara gerarchia di
    priorità che non sembra avere al centro il benessere dei cittadini e la tutela del
    diritto alla salute;

CONSIDERATO CHE:

  • L’articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce che la Repubblica tutela la salute
    come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce
    cure gratuite agli indigenti;
  • Il Comune, quale ente di prossimità ai cittadini, ha il dovere di farsi portavoce delle
    istanze e delle difficoltà della comunità che amministra, soprattutto quando le
    politiche di enti sovraordinati rischiano di minare i diritti fondamentali e la coesione
    sociale;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

  1. A trasmettere formale richiesta di riesame e rimodulazione della delibera regionale
    istitutiva dei nuovi ticket alla Giunta della Regione Emilia-Romagna, nella persona
    del Presidente Michele De Pascale e dell’Assessore alla Sanità Massimo Fabi,
    nonché al Consiglio Regionale;
  2. A sollecitare con urgenza la Giunta Regionale affinché introduca, in sede di modifica
    della normativa, un meccanismo di progressività della contribuzione, basato
    sull’ISEE o su altri indicatori equi della situazione economica familiare;
  3. A promuovere, in sede di Unione dei Comuni Pianura Reggiana e di Anci Emilia
    Romagna, un azione coordinata tra i Comuni del territorio per dare massima forza e
    risonanza alla richiesta di revisione di una misura ritenuta gravemente penalizzante
    e socialmente ingiusta;
  4. A dare massima pubblicità alla presente mozione e agli atti conseguenti,
    informando la cittadinanza dell’impegno dell’Amministrazione Comunale nella
    tutela del loro diritto alla salute e del loro potere d’acquisto.
  5. A farsi portatore di queste istanze in ogni sede regionale opportuna, lamentando le
    gravi lacune e le ingiustizie sociali generate dalla misura, e a riferire al Consiglio
    Comunale in merito agli esiti di tali sollecitazioni.